Le Linee Guida

Premesso:

  • che la Convenzione di Istanbul fornisce indicazioni ai Paesi firmatari in merito ai provvedimenti necessari per il contrasto alla violenza di genere sulle donne; 
  • che l’Italia ha ratificato l’accordo nel 2013 
  • che il “codice rosso” (legge 19 luglio 2019, n. 69) e il decreto legislativo 10 ottobre 2022, n.150 “Cartabia” forniscono indicazioni innovative sulle procedure di contrasto e di

Considerato:

  • che esistono in Italia una pluralità di strutture quali i Centri antiviolenza (CAV), alcuni centri per la presa in carico e il contrasto della violenza maschile, Case rifugio per la protezione di donne vittime di violenza; 
  • che esistono specifiche indicazioni per la refertazione nei Pronto soccorso e procedure innovative per il miglior funzionamento dei servizi sociali, sanitari, di polizia e dei carabinieri; 
  • che esistono indicazioni e suggerimenti per la formazione degli operatori dei servizi e delle forze dell’ordine, nonché per la formazione degli studenti nella scuola dell’obbligo; 
  • che nelle consulenze d’ufficio e di parte mancano invece indicazioni per lo sviluppo di buone prassi per la violenza di genere su donne e minori.

Si ritiene necessario:

  • promuovere l’uso di conoscenze psicologiche dei processi relazionali e di sviluppo nelle circostanze della violenza sulle donne e minori, laddove l’attenzione va posta in particolare agli effetti della violenza assistita e quindi dell’esigenza di non esporre il minore alla violenza domestica o di un coniuge sull’altro e su i figli; 
  • favorire le conoscenze messe a punto da organismi internazionali (vedi documento APA sulla cosiddetta PAS-Parental alienation syndrome); 
  • favorire la riflessione sui principi della genitorialità nella prospettiva del best interest del minore; 
  • sviluppare la competenza professionale nel distinguere tra patologia personale e effetti del trauma (PTSD) e quindi favorire scelte consapevoli sulla adeguatezza degli strumenti da utilizzare per fronteggiare la violenza ed i suoi effetti; 
  • implementare la riflessione critica in merito all’impatto psicologico dei provvedimenti da assumere o già assunti in ambito giudiziario, come ad esempio nei casi di allontanamento forzato di minori.

Si ritiene infine necessario e urgente:

  • aprire un osservatorio sulle nuove misure di monitoraggio dei comportamenti violenti al fine di contribuire alla realizzazione con pratiche e interventi fondati su metodi e strumenti della psicologia; 
  • condividere i contenuti del documento Protocollo Napoli 5 , e promuoverne l’adozione delle metodologie in esso descritte, da parte di psicologhe e psicologi impegnate/i in ruoli istituzionali e nell’attività professionale – in special modo come consulenti tecnici e periti – nella prevenzione e contrasto della violenza sulle donne e sui minori. 

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